Archivio per la categoria ‘Portale Cultura’

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Storia – AgoràVox

Pubblicato: maggio 2, 2012 in Articoli dal Web, Portale Cultura

AgoràVox.it

Sbarco americano in Sicilia: ordinaria atrocità della guerra

La nuova edizione di un libro di Andrea Augello (Uccidi gli italiani – Gela 1943 – La battaglia dimenticata, Mursia, Milano, 20122) ritorna su un episodio della seconda guerra mondiale in larga misura rimosso: le stragi di prigionieri di guerra italiani e tedeschi in Sicilia ad opera di truppe statunitensi.

Andrea Augello è un senatore del PdL di provenienzafascista (rautiana), e non è certo uno storico distaccato ma, nonostante l’affastellamento di commenti e divagazioni di vario genere, compresa una continua retorica esaltazione del “valore dei nostri ragazzi”, dal libro esce minuziosamente ricostruita la tragedia di alcuni dei soldati che nonostante la disorganizzazione e la mancanza di mezzi, tentarono di resistere allo sbarco e all’avanzata degli “alleati”, e che furono atrocemente “puniti” per questo.

 

 

 

 

 

C’è invece una parziale sottovalutazione della causa prima del rapido crollo della Sicilia, l’impreparazione dell’Italia alla guerra. Augello ammette che “l’Italia” (cioè Mussolini, dato che fino al 25 luglio proprio lui era titolare del ministero della Guerra) dopo gli “smacchi e umiliazioni” subiti in Grecia, in Russia e in Africa settentrionale, aveva reagito semplicemente “confidando sulla rapidità della vittoria tedesca e sulla capacità di adattamento del modesto strumento militare disponibile alle nuove regole della guerra di movimento, così come reinterpretate nel 1940 dalle divisioni di Guderian o di Rommel assistite dalla Luftwaffe”. continua..

di Antonio Moscato. AgoràVox dal blog di Antonio Moscato

Resistenza Romana

Pubblicato: aprile 5, 2012 in Articoli dal Web, Portale Cultura

Resistenzaitaliana.it

Il ferroviere Michele Bolgia, l’angelo del Tiburtino

di Massimo Taborri

Il saggio del Capitano della Guardia di Finanza Gerardo Severino (Michele Bolgia, l’angelo del Tiburtino, edizioni Chillemi, 2011), è uno di quei lavori che non solo contribuiscono ad arricchire la memoria della Resistenza romana di una pagina biografica fino ad oggi scarsamente conosciuta, come quella del ferroviere Michele Bolgia, ma che aiutano a fare luce sulla complessa trama di collegamenti, percorsi e motivazioni che la sottendono, non sempre opportunamente conosciuti e valorizzati.

Al centro del libro vi è infatti la ricostruzione dell’attività di opposizione all’occupazione nazifascista svolta  nell’ambito della stazione Tiburtina da Michele Bolgia e da altri ferrovieri di quell’impianto, grazie alla collaborazione stabilitasi con il locale corpo di guardia delle Fiamme Gialle. Un’attività che si concretizzò (in varie e documentate circostanze) nell’apertura dei carri piombati dei treni merci carichi di uomini razziati per il lavoro coatto, ebrei o renitenti alla leva, in transito o in partenza da quella stazione e destinati al Nord: atti rischiosissimi e operativamente non facili da eseguire, attuati nonostante la vigilanza di soldati della Wermacht che presidiavano gli impianti ferroviari, ma capaci di restituire la libertà e spesso anche la vita a centinaia e centinaia di persone. continua..

La propaganda fascista nei lager e il coraggioso “no” degli IMI

di Mario Avagliano e Marco Palmieri

La storiografia più recente è definitivamente approdata alla conclusione che il rifiuto dei 650.000 Italienische Militärinternierten (Internati Militari Italiani) di continuare a combattere al fianco dei nazisti e di aderire alla Repubblica fascista di Salò dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu a tutti gli effetti una scelta di Resistenza, che contribuì sul piano militare e politico alla Guerra di Liberazione. Una scelta pagata a duro prezzo, visto che essi andarono volontariamenteincontro a venti mesi di prigionia e lavoro coatto nei Lager del Terzo Reich, non di rado perdendo la vita a causa degli stenti, del freddo, delle malattie, delle torture.continua..

Storia XXI secolo – Portale di siti di Storia Italiana